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II, 26
Crescerai tu pure. E più adulto ti farai
di chi ora sia in vita e si misuri col dirti;
tanto più di lui grande e imprevedibile.
E tanto più maturo di chi già vecchio.
Ti sentiremo nell’aria, come il profumo
che dal giardino accanto si sprigiona.
E ti ameremo, come un malato ama
quanto a lui più caro, presentendolo dolce.
Non più preghiere a riunire
le genti: tu non sei del gruppo.
Unico sulla terra
chi, intuitoti, del tuo esserci s’illuminasse:
sarà radiato e raccolto,
uno e diviso;
e gaudente gonfio di pianto,
casa piccola come potente regno.